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La coppettazione è una tecnica antica tra le più conosciute della Medicina Cinese.

È diffusa, però, anche nell’Europa dell’Est, dove ancora oggi viene ricordata nel trattamento di febbre o alcune patologie da raffreddamento. Si ritiene che abbia radici molto antiche: dal 3000 a.C. probabilmente veniva già usata dagli antichi Egizi, dai Greci e dai popoli del Sahara.

Dapprima utilizzata nella dinastia Tang (618 - 907) per trattare tubercolosi e patologie respiratorie, in seguito venne applicata a un gran numero di patologie in abbinamento con agopuntura e massaggio.

È gradualmente diventata popolare in occidente grazie al mondo sportivo. Tutti ricorderanno i segni della coppettazione sul nuotatore Phelps durante le Olimpiadi del 2016.

L’azione vacuum generata dalla coppetta aumenta enormemente la circolazione sanguigna locale e si ritiene che faciliti il riassorbimento degli essudati e quindi acceleri la risoluzione dei processi infiammatori; si ritiene inoltre che agisca come attivatore del metabolismo basale e delle difese immunitarie, e sia in grado di sedare il dolore e disperdere i fattori patogeni.

Le condizioni che possono essere trattate con la coppettazione sono:
- Colpi di freddo (nella stagione invernale, o dovuti all’aria condizionata) che possono portare a dolore cervicale o lombare
- Colpi di calore
- Dolori artrosici, che tendono ad aggravarsi con la stagione fredda
- Dolori Lombari, dovuti sia a colpi di freddo che a rigidità muscolare
- Dolori da Umidità
- Dolori mestruali e problemi dell’apparato ginecologico
- Recupero da stati di raffreddamento
- Ansia e insonnia
- Tosse, bronchite, asma

L’aspirazione della coppetta attrae tossine, linfa, cellule morte e detriti cellulari dal profondo dei tessuti verso la superficie permettendo al sangue ossigenato di nutrire e curare le aree sottostanti. Questi agenti debilitanti sono quindi più facilmente espulsi dal corpo.

Questa tecnica può lasciare sulla pelle dei segni più o meno scuri simili a degli ematomi. Si tratta di segni che scompaiono dopo poche ore o al massimo dopo qualche giorno. Sono assolutamente normali e aiutano il terapista a capire in quale zona del corpo c’è più ristagno di liquidi.

La seduta viene svolta in modo graduale per conoscere la reazione della pelle nel rispetto delle caratteristiche individuali tra persona e persona. La pressione esercitata dalla coppetta può essere regolata e si potrà quindi fare in modo che i segni caratteristici non rimangano affatto o vadano via entro pochi giorni. Possono essere lasciate in posa per qualche minuto (massimo 30/40’), oppure possono essere svolti con esse dei massaggi, in abbinamento ad olii essenziali scelti in base alla necessità del paziente.

La coppettazione in conclusione è una tecniche che dona benefici globali alla persona aiutando la disintossicazione, accelerando la guarigione dalle infiammazioni ed è un toccasana per il benessere psico-somatico.